di Graziano Ciccarelli
Quando mi sono avvicinato alla professione dedicavo intere giornate alla consultazione del Massimario, della giurisprudenza di merito, del repertorio, ecc. così tentando di approcciare una sentenza che rispecchiasse la fattispecie cui mi stavo dedicando, spesso le annate da consultare erano numerose, io andavo indietro nel tempo, mangiando polvere dei vecchi testi ma vivevo momenti magici, affascinanti, provavo una sensazione di ricchezza quando agganciavo una sentenza che calzava e si adattava allo scopo.
Mi ero appena convinto ad armeggiare con un computer e vacillavo incredulo al favore delle ricerche direttamente sulle banche dati che un altro ciclone mi ha travolto, siamo nell’epoca dell’intelligenza artificiale questa ha messo le sue radici nei nostri studi e a tralasciare d’altro pare assistere ormai ad un inesorabile declino della carta stampata, del libro di testo e conseguentemente forse anche del ragionamento giuridico.
Poiché ho sempre creduto in questa professione e spesso ho fatto di essa una ragione di vita, ho tra le tante altre vecchie o se preferite antiche cose conservato la devozione per i libri, quasi la dipendenza sicché con orgoglio d’appartenenza mi preme portare all’evidenza alcune notizie dell’antica passione “la biblioteca del consiglio dell’ordine degli avvocati di Trani”, un tesoro librario di profonda cultura giuridica, testimone di un glorioso passato che ancor oggi sollecita l’attento visitatore.
Ovviamente, si intende solo tratteggiare brevemente i cenni storici le radici della biblioteca, come è nata, come si è sviluppata, cosa contiene.
La nascita si fa risalire tra il 1909 ed il 1910, Presidente del Consiglio dell’Ordine l’avv. Giuseppe Alberto Pugliese (dal giornale tranese dell’epoca “La Bohème”).
Le prime notizie riferiscono che “La biblioteca del Consiglio dell’Ordine” si componeva di “tre umili librerie mezzo vuote e confinate nell’ufficio di segreteria” (relazione del 25/02/1909 dell’avv. Attilio Perrone Capano) conteneva appena 55 opere, laddove quella del “Consiglio di Disciplina dei Procuratori ne conteneva ben 3350, di cui circa 300 donate dall’On.le M.R. Imbriani, tale è stato il patrimonio ereditato, compreso alcune opere di gran pregio, nella stessa relazione si sottolinea la necessità di riunire le due raccolte in una unica affinchè si costituisca la “biblioteca del foro”.
Ci riferisce l’avv. Susanna Pastore che il giornale tranese “la Bohème” del 25/04/1909 riportava che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Trani si preoccupa di dover costituire a Trani, rilevante centro giudiziario, una biblioteca giuridica chiedendo all’amministrazione comunale un intervento economico di fatto mai avvenuto.
È certo che la nascita e lo sviluppo della biblioteca sono, da sempre stati alimentati e sostenuti dall’iniziativa dei privati.
Tanto, perché è nell’animo di chi esercita la nostra professione sostenerla, la pratica del diritto non è solo un mestiere, ma un vero e proprio “habitus” che modella profondamente l’identità di chi lo esercita, il rigore analitico del giurista, la ricerca costante della prova e della coerenza normativa, l’uso di un lessico tecnico non è solo funzionale, ma segna l’appartenenza a un’élite, l’identità forense si costruisce sul delicato equilibrio tra la difesa dell’interesse privato e la funzione pubblica di garante della giustizia.
Non sono mancate nel tempo le donazioni spontanee (ci riferisce l’avv. Morgese nel suo Avvocati e Tribunali in Trani ed. Mezzina 2004) così, gli eredi dell’avv. Gaetano Quercia e l’avv. Sarri rinunciano alla restituzione di credito di venti lire in favore della biblioteca, il sig. Cautela regala una collezione di 1000 numeri di leggi pubblicati d Società editrice libraria di Milano ed il sig. Nugnes Giovanni, impiegato del consiglio, offrì l’opera del Carre e altre opere giuridiche.
In tal modo dal 1909 moltissimi avvocati ispirati dalla particolare aria che si respira nei nostri palazzi di giustizia guidati dal solco lasciato da chi ci ha insegnato e preceduto animati da sentimenti di autonomia, libertà e abnegazione hanno contribuito ad arricchire la nostra biblioteca.
La rilevanza della nostra biblioteca ed il valore accresciuto nel tempo si deve alla sensibilità di chi all’interno del Consiglio dell’Ordine ha pensato che la stessa sia un presidio democratico e culturale fondamentale che garantisce l’accesso libero e gratuito all’informazione, alla formazione e alla cultura per tutti i cittadini, svolge un ruolo cruciale nella società come centro di aggregazione, studio e promozione della lettura, facilitando lo sviluppo del pensiero critico, alimentando il confronto e l’amore per le origini.
Tutti i presidenti del nostro consiglio hanno mostrato spiccata sensibilità, solo per citare gli ultimi: l’avv. Ugo Operamolla, l’avv. Domenico Insanguine, l’avv. Bruno Logoluso, l’avv. Francesco Logrieco e l’avv. Tullio Bertolino hanno dato vigore a quel sapere giuridico di fatto sottolineando una chiave di lettura che non abbandona chi mostra interesse a queste vicende: il diritto è storia, alimenta sentimenti di libertà, autonomia e indipendenza.
Nel 2014 il presidente dell’Ordine l’avv Francesco Logrieco, inaugura la nuova sede biblioteca storica dell’ordine degli avvocati di Trani, un contenitore di pari dignità e prestigio al contenuto, dal 2016 al 2018 si raddoppia il patrimonio librario ad opera dell’acquisizione della biblioteca del Tribunale e si organizza l’ordinamento e la catalogazione.
Il patrimonio librario che poche biblioteche e quasi nessun Ordine Forense può vantare di conservare, è costituito da 925 volumi antichi dal 1530 al 1830, di cui 17 volumi del ‘500’ e 74 del ‘600, 4806 libri moderni e 220 periodici dal 1789 ai tempi nostri tutti catalogati in SBN (sistema bibliotecario nazionale).
Le cinquecentine costituiscono da sole un viaggio nel mondo giuridico del rinascimento ed un’esperienza di studio unica. Con la fine del medioevo si era generata una confusione sulla interpretazione delle norme provenienti dal diritto romano, tanto che i vari autori avevano riportato nelle diverse copiature dei testi classici le proprie interpretazioni.
Il tesoro spazia dal De Verborum significazione di Andrea Alciati del 1530, al Digestorum seu pandectarum di Budaei Parisiensis del 1535, all’Opera Omnia di Saxferrato del 1615, vi sono poi circa 3000 volumi editi tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900.
Di particolare rarità e pregio sono due edizioni di Nicols de Bohier entrambe stampate a Lione contenenti le decisioni di Bordeaux. L’edizione del 1559 in due volumi è posseduta in Italia solo dalla biblioteca della facoltà di giurisprudenza di Pavia, l’altra del 1560 stampata da Antoin Vincent è posseduta solo dalla Library of Congress ed è caratterizzata dall’ex libris di Francesco Saverio Salato datato 1714.
E’ con orgoglio che ricordiamo come al tempo, il diritto veniva concepito ed insegnato nelle università, come modello di organizzazione sociale.
Lo sforzo degli studiosi era indicare le regole giuste e diffonderle come nuovo ideale di una società fondata sul diritto.
Il diritto romano era strettamente collegato con l’ideologia imperiale, la sua validità derivava da una manifestazione di volontà dell’imperatore ed era uno strumento della sua autorità.
La Francia del XVI secolo, rappresentava il grande laboratorio in cui prendeva forma un sistema giuridico inedito rispetto alla tradizione medioevale di ius commune: il rifiuto della vigenza immediata del diritto romano giustinianeo, il recupero del patrimonio consuetudinario locale, l’affermazione della volontà del sovrano di creare diritto mediante le ordonnances, introducevano nel panorama storico della incipiente modernità.
A questi eterogenei elementi di novità, si aggiunge una profonda riforma della scienza giuridica, che fa propri metodi e contenuti dell’Umanesimo per approdare ad un sapere tecnico rifondato ed aggiornato culturalmente, in grado di interpretare e gestire l’evoluzione politica ed istituzionale che prelude alla nascita dello Stato moderno.
Molto spesso accadeva che più opere fossero rilegate assieme a formare un unico volume, di tanto l’autore avesse a propria disposizione quanto riteneva più utile a sostenere nelle università i propri insegnamenti, come fosse una specie di tablet del ‘500.
Queste meraviglie sono storicamente descritte e riprese, nel percorso storico della biblioteca, tracciato da Esther Larosa nel quaderno La Biblioteca Storica dell’ordine degli Avvocati di Trani, ediz. Lanuova Mezzina 2014.
Non di scarso rilievo è la circostanza che nel giugno 2018 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e più precisamente la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia e della Basilicata, comunicava all’ordine degli avvocati di Trani di aver avviato il procedimento per la dichiarazione di eccezionale interesse culturale per la raccolta bibliografica presso la biblioteca dell’ordine degli Avvocati di Trani.
La biblioteca è oggi divisa in due sezioni quella moderna presso la sede dell’Ordine degli avvocati di Trani (Palazzo Torres) e quella storica presso la sede della Biblioteca, in Piazza Sacra Regia.
Le cinquecentine sono esposte e custodite in speciali bacheche di vetro, tutto il patrimonio librario stipato in armadi a vetri ed è consultabile in ampie sale, viene periodicamente effettuata la spolveratura.
La biblioteca aderisce al Servizio Bibliotecario Nazionale italiano, partecipando a una rete cooperativa coordinata dall’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico) ente del Ministero della Cultura. Queste biblioteche condividono un catalogo collettivo online (Indice SBN) basato sulla catalogazione partecipata: un documento viene descritto una sola volta e localizzato in tutte le biblioteche che lo possiedono
È proprio nell’attività di catalogazione che si attua uno dei principi ispiratori di SBN, il principio della cooperazione.
È censita nell’anagrafe delle biblioteche italiane con il codice ISIL-IT BA 0125.
I servizi offerti dalla biblioteca sono:
- Informazioni bibliografiche
- Consultazione cataloghi cartacei
- Consultazione catalogo SBN
- Consultazione in loco di monografie e riviste
- Fotoriproduzione
- Prestito locale ed interbibliotecario.
Avv Graziano Ciccarelli