Signor Presidente,
a nome mio personale, dei Consiglieri dell’Ordine e di tutta l’avvocatura del circondario tranese porgo il più caloroso e deferente saluto a Lei, alle Autorità civili e militari, al Signor Procuratore della Repubblica, alle Magistrate ed ai Magistrati, al Personale amministrativo tutto, alle Colleghe e Colleghi oggi convenuti numerosi per salutarLa e partecipare a questa cerimonia di insediamento, che non è solo un atto formale, come si intuisce dal contenuto degli interventi che mi hanno proceduto.
È, al contrario, l’inizio di una nuova pagina per la giurisdizione del nostro territorio, un territorio laborioso, complesso e ricco di storia giuridica — che affonda le sue radici nei secoli e nella tradizione di giustizia della nostra terra.
Lei è stato chiamato all’alto onore di presiedere uno dei più antichi e nobili Tribunali, istituito l’8 agosto 1806 con decreto del Re di Napoli Giuseppe Bonaparte. A Trani si amministra giustizia da oltre otto secoli, perché con decreto del 1215 Pier delle Vigne diede concretezza alla volontà di Federico II di Svevia di far giudicare il popolo tranese da propri giudici; ed è stata sede della Gran Corte e della Corte di Appello delle Puglie per 117 anni.
Trani è culla del diritto: qui videro la luce gli Ordinamenta Maris nel 1063; qui furono promulgate da Carlo I d’Angiò nell’anno 1269 le tre leggi penali De furtis, De Assicurandis, De poena proditore manifesti; Trani ha dato i natali alla prima giurista conosciuta Giustina Rocca.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati è presente a Trani, quale rappresentanza istituzionale, dal lontano 1874, anno di fondazione degli Ordini Forensi, quindi vanta una anzianità di 150 anni.
Ho riassunto in pochissime battute la storia del Tribunale per condividere con Lei e con Voi tutti l’orgoglio dell’appartenenza a questo Foro, e ribadire che la conservazione delle incredibili tradizioni giuridiche di questa Città per noi Avvocati è un obiettivo irrinunciabile, e sono certo che Lei lo condividerà con lo stesso orgoglio, per dare maggiore lustro al prestigioso incarico conferitoLe.
Se oggi ci ritroviamo ancora in questa meravigliosa Aula, le cui mura trasudano di storia, a celebrare un avvenimento importante per la storia giudiziaria tranese, e se sarà sicuramente Lei ad inaugurare i nuovi uffici di Palazzo Carcano, lo si deve esclusivamente all’Avvocatura tranese, perché negli anni 2010-2013 seppe costruire con l’Etica ed il Diritto un muro invalicabile contro coloro che intendevano mortificare la storia millenaria di questo Palazzo, e non si trattava di gente qualunque. Questo spiega perché non ci siamo mai sentiti ospiti nel Tribunale.
La situazione della giustizia nel nostro Paese, è inutile nasconderlo, è certamente insoddisfacente per tutti: per i cittadini, che attendono l’attuazione concreta della giustizia nella società e nell’esercizio della giurisdizione; per i magistrati, ai quali rinnovo il rispetto, la fiducia e la riconoscenza per l’impegno gravoso che ogni giorno profondono, e che spesso sono costretti a lavorare in condizioni difficili, senza conseguire risultati confortanti; per gli avvocati, che temono la progressiva mercificazione del Diritto e che quotidianamente avvertono il peso di un sistema giudiziario ulteriormente indebolito dalla Riforma Cartabia, che li ha allontanati dagli Uffici Giudiziari, vanificando quello straordinario strumento di crescita culturale collettiva che veniva generato naturalmente dalla immediatezza del contraddittorio e dal continuo confronto con il Giudice; per il personale amministrativo, che con dedizione consente alla complessa macchina giudiziaria di funzionare, ed il cui impegno non sempre è sufficiente a colmare le carenze dell’organico.
Non è questa la sede, né il momento per approfondire i problemi che interessano il nostro Tribunale, perché li affronteremo insieme, se Lei lo riterrà opportuno.
In questi anni è stato fondamentale il dialogo costruttivo costantemente intrattenuto dagli Avvocati con le Dirigenze del Tribunale, ed in ogni circostanza l’avvocatura ha offerto piena e leale collaborazione nell’affrontare difficoltà professionali e logistiche, talvolta straordinarie ed inedite.
Però dobbiamo dire le cose come stanno veramente, cercando ogni tanto di affrancarci dal pessimismo che continua a caratterizzare la storia del Meridione d’Italia ed a tradire il messaggio politico del nostro concittadino Gaetano Salvemini. Lei assume la Presidenza in un momento particolarmente fecondo per il Tribunale, e posso affermarlo con certezza dopo 45 anni di attività professionale esercitata in questo Ufficio, perché gli Organici sono quasi pieni come non mai, la presenza stabile e l’intensa attività organizzativa dei Presidenti delle Sezioni stanno producendo risultati molto positivi in termini di produttività e contenimento dei tempi di definizione del processo. In più, potrà fare affidamento sull’intensissima attività del sig. Procuratore, che ha ridato lucentezza alla Procura tranese dopo anni inquinati da una fitta coltre di nebbia, trasformandola in una boutique del diritto ed esempio nazionale di organizzazione dell’Ufficio, che ha poi esternalizzato, così stimolando in tutti gli attori di questa complessa macchina organizzativa la crescita del Tribunale in ogni sua articolazione. Il che mi consente di ribadire che è assolutamente vero che sono gli uomini a fare le Istituzioni e non il contrario.
Tuttavia, proprio per l’importanza di questo momento, non posso tacere la diffusa preoccupazione per la gravissima situazione dell’Ufficio circondariale del Giudice di Pace di Trani, che oramai da troppo tempo risente di una carenza di personale non più tollerabile e che i compiti aggiuntivi assegnati dalla c.d. Riforma Cartabia porteranno all’inevitabile collasso, laddove quelle carenze non fossero emendate immediatamente. L’impegno eroico di pochissime unità amministrative non può giustificare l’assordante silenzio in merito alle numerose istanze formulate anche dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Le statistiche e i procedimenti del Giudice di Pace non rientrano direttamente nel perimetro dei target di riduzione dei tempi del PNNR, ma in quell’Ufficio si garantisce la giustizia di prossimità e si affrontano vertenze che impattano profondamente nel tessuto sociale ed economico, alimentando la sfiducia nella Giustizia e la derisione di proclami affidati alla carta stampata, quando rappresentano risultati diversi da quelli che noi operatori viviamo quotidianamente sul campo (v. Giovanni Negri, editoriale Sole 24 Ore 13 settembre 2026).
Il Tribunale di Trani è chiamato ogni giorno a rispondere a una domanda di giustizia sempre più esigente da parte dei cittadini e delle imprese. Le sfide che ci attendono sono molteplici: necessità di garantire risposte celeri, gestione efficiente dei carichi di lavoro, adeguamento alle nuove tecnologie e ai dictat normativi, senza mai smarrire il senso profondo e umano della funzione giudiziaria, che per chi come me e pochi altri oggi presenti è cresciuto nella Pretura mandamentale e poi circondariale, può comprendere il senso della mia affermazione.
In questo cammino, Signor Presidente, potrà contare sulla collaborazione di un’avvocatura seria, preparata e profondamente radicata nei valori costituzionali. L’avvocatura tranese non si è mai posta come controparte sterile, bensì come interlocutrice leale, rigorosa e collaborativa. Giudici e avvocati percorrono strade diverse ma complementari: servono entrambi, con pari dignità e ruoli distinti, il supremo ideale della giustizia e la tutela dei diritti dei cittadini. La qualità della giurisdizione si misura anche e soprattutto dalla capacità di ascolto reciproco e dal rispetto rigoroso delle rispettive prerogative all’interno e all’esterno dell’aula di udienza.
Il rispetto delle opinioni altrui non è esercizio teorico ma attuazione dell’art. 21 della Costituzione !
“La strada del confronto che muove dal ripudio di tesi precostituite è, in questo momento storico, la via principale da percorrere per recuperare, tutti insieme, una dimensione di comunità giuridica che è stata interrotta drammaticamente dalla pausa del COVID da cui troppo lentamente si sta uscendo.”
Non sono parole mie, ma dell’allora Prima Presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, pronunziate il 15 aprile 2024 in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario del Consiglio Nazionale Forense.
Nella stessa circostanza, la Presidente Cassano aggiunse: “Dobbiamo recuperare, soprattutto la Magistratura, la consapevolezza che il lavoro del magistrato è presenza in ufficio, non soltanto nei giorni di udienza. Significa disponibilità a incontrare, a confrontarsi con gli avvocati, a sentire i loro bisogni, perché soltanto attraverso un costante e serrato dialogo possiamo tutti insieme trovare le migliori soluzioni, non solo giuridiche ma anche organizzative, nella consapevolezza che nella formazione di ognuno di noi il sapere giuridico ma anche l’attenzione agli aspetti organizzativi sono inscindibilmente collegati.”
L’Avvocatura ha interesse che la Giustizia recuperi appieno prestigio e credibilità, affinchè i cittadini possano nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la Giustizia e l’Ordine Giudiziario, e, come ha affermato il Presidente Mattarella, “neppure avverta il timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la doverosa certezza del diritto, incidono sulla vita della persona”.
L’Avvocatura oggi garantisce il funzionamento della giurisdizione mettendo a disposizione tempo, qualità e competenze, come i giudici onorari, i difensori d’ufficio, i difensori disponibili ad assumere il patrocinio a spese dello Stato, i curatori, gli amministratori di sostegno, i custodi, a volte senza neppure la garanzia del compenso giusto ed in tempi ragionevoli.
L’Avvocatura è strumento di garanzia e difesa del diritto fondamentale alla giustizia e alla tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini, la cui funzione sociale trova la sua fonte nella Costituzione (articoli 24 e 111), nella Convenzione EDU (art. 6, terzo comma), e nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (art. 47).
Antonio Gramsci individuò negli avvocati gli intellettuali di raccordo tra le masse e l’amministrazione pubblica del nuovo Stato italiano, attribuendo una rilevante funzione politicosociale al ceto forense, perché «la mediazione professionale» era «difficilmente scindibile da quella politica».
Durissimi furono gli interventi che il fascismo attuò nei confronti dell’avvocatura, ritenuta “pericolosa” e fu la prima professione liberale ad essere riformata dal regime.
Dunque, la pretesa di sottoporre l’esercizio della funzione difensiva alle stesse regole, tempi e modalità che il vivere civile ci impone di rispettare quando facciamo una coda davanti ad uno sportello postale, o pensare che la presenza dell’Avvocato nel processo rappresenti un intralcio, timore questo che ci attraversa ogni qualvolta subiamo impotenti l’abuso della trattazione cartolare del processo, pare tradire la storia, dimenticare il contributo degli Avvocati nel raggiungimento dell’Unità d’Italia, nella formazione di quell’immensa enciclopedia dei diritti che è la nostra Costituzione, tra i quali ricordo Costantino Mortati, Piero Calamandrei, Enrico De Nicola, Giovanni Leone, Umberto Terracini, ma significa anche dimenticare i tanti avvocati uccisi nell’esercizio delle funzioni.
Sig. Presidente, sono certo che la Sua statura morale e intellettuale, le Sue capacità organizzative, la Sua sensibilità istituzionale, la Sua autorevolezza, la Sua saggezza, consentiranno al Tribunale di perpetuare le antiche e prestigiose tradizioni, ed a Lei di conseguire maggiori onorificenze.
Questo è l’augurio che a nome mio personale, dei signori Consiglieri, e dell’Avvocatura tranese rivolgo sentitamente a Lei ed alla Giustizia, che da oggi vedrà in Lei il più importante costruttore della fiducia dei cittadini nella stessa.
Trani 17 settembre 2026
Francesco Logrieco


Saluto al Presidente De Simone -17 settembre 2026