COMUNICATO STAMPA

GIUSTIZIA CIVILE, L’OUA DOPO LA LETTERA INVIATA
AL MINISTRO ALFANO, SCRIVE AI SENATORI AVVOCATI:
SI INSERISCA NEL “MILLEPROROGHE”
LO SLITTAMENTO DI UN ANNO DELL’ENTRATA IN VIGORE
DELL’ OBBLIGATORIETÀ DELLA MEDIACONCILIAZIONE


De Tilla, Oua: “Di fronte a duemila avvocati è stata approvata all’unanimità una mozione con un chiaro mandato del Congresso Nazionale Forense: serve uno slittamento di un anno, ed è necessaria l’eliminazione dell’obbligatorietà della mediaconciliazione”


L’Organismo Unitario dell’Avvocatura (Oua), dopo essersi rivolto al ministro di Giustizia, Angelino Alfano, ha inviato una lettera a tutti senatori-avvocati affinchè sostengano e facciano approvare un emendamento al “Milleproroghe” per far slittare di un anno l’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediaconciliazione, prevista per metà marzo, in attesa delle modifiche normative richieste con una mozione approvata all’unanimità dal recente Congresso nazionale Forense.
Un primo riscontro sulla proroga è arrivato dal senatore Domenico Benedetti Valentini che ha già annunciato un’iniziativa in tal senso.


Maurizio de Tilla, presidente dell’organismo di rappresentanza politica degli avvocati, l’Oua (organismo eletto dal Congresso Nazionale Forense), coerentemente con la mozione conclusiva approvata all’unanimità nella recente assise tenutasi a Genova, raccogliendo le preoccupazioni e le osservazioni della base dell’avvocatura, degli ordini territoriali e delle associazioni forensi, continua così la battaglia contro «un sistema di mediaconciliazione – spiega – che, così come formulato, esclude gli avvocati e costituisce un grave impedimento all’accesso dei cittadini alla giustizia».


«La crisi della giustizia civile – aggiunge il presidente Oua – non si risolve con provvedimenti tampone o con l’introduzione a forza di sistemi obbligatori di mediaconciliazione ma necessita di interventi strutturali a livello legislativo e organizzativo, e l’istituto della mediazione, così come concepito, appare non corrispondente alle direttive europee in merito, nonché in palese contrasto con i principi costituzionali del nostro ordinamento».


«Nel Congresso Nazionale Forense – conclude de Tilla – l’avvocatura ha approvato, all’unanimità, una mozione (di seguito i punti principali), che abbiamo già inviato al ministro Alfano e a tutti i parlamentari. E, in particolare, oggi, ai senatori-avvocati, in cui si afferma di non voler avallare con questa mediaconciliazione obbligatoria un approccio che compromette il diritto del cittadino al giusto processo e che per questa ragione si chiede la riapertura del confronto e, quindi, uno slittamento di un anno dell’entrata in vigore definitivo del nuovo sistema, in attesa delle necessarie modifiche».


Queste le richieste essenziali della mozione congressuale. Si chiede agli organi istituzionali e politici dell’avvocatura, ciascuno secondo le sue competenze, di adoperarsi presso ogni sede per l’abrogazione dell’obbligatorietà del ricorso alla mediazione quale condizione di procedibilità dell’azione e, nelle more, il differimento dell’entrata in vigore del D.L.vo 28/2010 in attesa delle modifiche che vengono formulate nei seguenti termini:


• abrogazione della previsione di annullabilità del mandato per omessa comunicazione preventiva al cliente della possibilità della conciliazione;


• obbligatorietà della difesa tecnica;


• previsione di un periodo di sperimentazione per valutarne i vantaggi e problematiche;


• abrogazione della previsione di una proposta del mediatore in assenza di una congiunta richiesta dalle parti;


• abrogazione di tutte le disposizioni che stabiliscono un collegamento tra la condotta delle parti nel procedimento di mediazione e il processo;


• previsione della competenza territoriale per gli organismi di conciliazione in correlazione a quella del giudice competente per legge.


Roma, 19 gennaio 2011