INIZIATIVE IN FAVORE DELLA COLLEGA IRANIANA NASRIN SOTOUDEH

comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al C.N.F.

Il Consiglio, in relazione alla ben nota vicenda della Collega iraniana Nasrin Sotoudeh, informa e comunica che ha portato a conoscenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Consiglio Nazionale Forense quanto deliberato nelle sedute consiliari del 2 e 9 aprile 2019.

Si riporta, di seguito, il contenuto della relativa comunicazione del 09.05.2019 avente Prot. N. 1999/2019:

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“ Onorevole

Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

Onorevole

Consiglio Nazionale Forense

 

Il Consiglio, nella seduta del 02/04/2019, ha così deliberato:

“Il Consiglio,

a seguito della notizia della sentenza emessa dal Tribunale di Theran nei confronti di Nasrin Sotoudeh, nota avvocata iraniana per i diritti umani, con la quale è stata condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate perché accusata di “collusione contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro lo Stato”, “istigazione alla corruzione e alla prostituzione” e per  “essere apparsa in pubblico senza hijab”,

esprime

la propria solidarietà all’avvocata Nasrin Sotoudeh, professionista insignita del Premio Sakharof dal Parlamento Europeo nel 2012 e del Premio Ludovic Trarieux 2018, per la sua incessante e coraggiosa attività in difesa dei Diritti Umani.

Il Consiglio ritiene inaccettabile e oltraggiosa la grave e severa condanna inflitta alla Collega, che ha adempiuto con coscienza, impegno e costanza nel corso degli anni ai propri doveri professionali in difesa dei diritti umani, delle donne iraniane, dei detenuti condannati per reati commessi quando erano minorenni, per aver espresso il proprio dissenso contro la pena di morte, solo per aver esercitato la sua attività a salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone, oppresse dal regime autoritario e discriminatorio di Theran.  

Rilevato che

- la repressione di ogni forma di tutela dei diritti e di soppressione delle libertà di pensiero, di espressione e di scelta, nonché l’inflizione di aspre e inumane pene corporali, non sia tollerabile e violi i principi di diritto di Libertà e Democrazia;

- la funzione sociale e i principi di libertà, autonomia ed indipendenza dell’Avvocato nell’esercizio di difesa dei diritti umani, civili, delle donne e delle minoranze, debbano trovare massima tutela e attuazione,

si associa

alla mobilitazione nazionale ed internazionale affinché tutte le Istituzioni europee e italiane, il Quirinale, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministri della Giustizia e degli Esteri, intervengano urgentemente e assumano le necessarie iniziative politiche e diplomatiche tese ad ottenere l’immediata liberazione e la cessazione di ogni persecuzione nei confronti di Nasrin Sotoudeh.

Ritenuto altresì

che il dovere civile di garantire la libertà di esercizio della funzione difensiva sia di primaria importanza e al fine di sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica, sia sul caso della Collega iraniana sia sulla grave situazione di pericolo degli Avvocati che in diversi Paesi del mondo si espongono in difesa dei diritti fondamentali delle persone,

Invita

Gli organismi forensi, le autorità nazionali e la comunità internazionale, alla quale viene inviata la presente, a promuovere eventi, dibattiti e mozioni parlamentari.”

 

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Successivamente, nella seduta del 16/04/2019, ha così deliberato:

 

“Il Consiglio dell’Ordine appresa la notizia della condanna in Iran alla pena di 38 anni di carcere e 148 frustate della Avvocata Nasrin Sotoudeh - già “Premio Sacharov” per la libertà di pensiero nel 2012 – per l’attività svolta nell’esercizio della sua professione, per aver difeso innanzi agli organi Giurisdizionali le donne che avevano tolto il loro hijab (velo) per protestare contro l’obbligo di indossarlo;

rammentando

- che il Diritto di Difesa è uno dei diritti fondamentali della persona umana, tutelato dalla Costituzione della Repubblica italiana, da norme di Diritto internazionale e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite;

- che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, all’Articolo 10 prevede che: “Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.”;

- che, al fine di garantire la piena ed effettiva uguaglianza di un individuo, è indispensabile la tutela di un Avvocato,

unendosi

alla preoccupazione espressa da tutte le Associazioni ed Istituzioni forensi;

rilevato

il concreto rischio che la pena corporale delle 148 frustate possa essere messa in esecuzione e il pericolo attuale che la Collega Nasrin Sotoudeh possa subire un grave danno alla persona e preso atto della necessità ed urgenza di intervenire

esprimendo

profonda solidarietà alla Collega che combatte da anni una durissima lotta in difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali,

DELIBERA

all’unanimità

di iscrivere  honoris causa la Collega Nasrin Sotoudeh, nata a Langarud (Iran) il 30 maggio 1963, nell’Albo degli Avvocati di Trani: “per aver mostrato al Mondo, con orgoglio, coraggio e determinazione, l’importanza del ruolo dell’Avvocato, garante dei diritti fondamentali della persona umana contro l’onnipotenza dello Stato e la prepotenza privata”.

 

Manda alla segreteria per la Pubblicazione sul sito web dell’Ordine e per l’inoltro della delibera alle Istituzioni competenti, al fine di chiedere al Governo Iraniano, per il tramite dei canali istituzionali, la liberazione della Collega Sotoudeh affinché possa pronunciare l’impegno solenne dell’Avvocato ai sensi del combinato disposto degli artt. 8 e 17 comma 9 letter B della legge 247/2012  innanzi al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani entro 60 giorni dalla comunicazione ufficiale della presente delibera.”

 

Distinti saluti.

 

Il Consigliere Segretario

Avv. Paola Nasca”