E la chiamano “casta” di Bartolo Morgese

E la chiamano “casta”
di Bartolomeo Morgese

Quasi certamente un pezzo come questo, doveva essere destinato a gente al di là degli “addetti ai lavori”
Quante volte avete sentito dire che la categoria degli avvocati è paragonabile ad una…..casta.
Non credo che chi ha concepito tale paragone avesse dimenticato il termine “pura” (casta e pura), credo piuttosto che intendesse dire che possiamo essere considerati  “Gruppo arroccato nella difesa di interessi particolaristici” (il Sabatini Coletti Dizionario della Lingua Italiana).  Mi è capitato di leggere un articolo sul sito “Virgilio notizie” di uno scrittore, tale Stefanoni (permettetemi di dire che non lo conoscevo sino a che non ho visto l’articolo) che, pare, abbia scritto un libro che, se dovesse essere pubblicato su internet e quindi alla portata di tutti, o quasi, ebbene saremmo…..rovinati.
Lasciamo perdere la vicinanza alla casta politica, la qual cosa già mi turba non poco, ma in tutta onestà, vorrei capire se quest’ attributo può essere in effetti allargato a tutti gli avvocati, piccoli e grandi, ricchi e poveri……ereditieri  e non. Già, perché per chi non lo sa, anche all’interno di una categoria come la nostra ci sono differenze che in un modo o nell’altro incidono: in definitiva non si può fare di tutta un erba, un fascio.
La mia casella e-mail è periodicamente assalita da comunicati stampa del C.N.F., OUA, A.I.G.A e così via; diverse sigle, un unico comune denominatore: la difesa (tanto per rimanere in argomento) da un attacco quasi quotidiano alla categoria degli avvocati, ai diritti costituzionali dei cittadini, alla giustizia (qualche volta) nella sua complessità.
Ma attacco da parte di chi? Ed allora, esaminiamo alcuni dei problemi stralciati proprio da alcuni comunicati stampa. L’avv. Guido Alpa in un intervista diceva ““Abbiamo chiesto una convocazione urgente (con il Presidente del Consiglio Monti  e con il Ministro della Giustizia n.d.r.) per poter discutere i problemi attuali dell’Avvocatura e le modalità di collaborazione dell’Avvocatura all’amministrazione della giustizia. Gli avvocati sono preoccupati per la salvaguardia delle garanzie di difesa dei diritti dei cittadini, e vorremmo pertanto sulla base dei colloqui che si instaureranno, poter fugare le preoccupazioni da un lato e le voci dirompenti dall’altro lato”, spiega Alpa..
Oppure  «Nessuno si sogni di eliminare le garanzie costituzionali del diritto alla difesa, del giusto processo e del contraddittorio fra le parti, garantito dalla presenza di un avvocato, spacciandole come interventi in favore della giovane avvocatura. Dario Greco Presidente A.I.G.A. 26/11/2011.
 Roma, 7 nov. - L'Associazione dei giovani avvocati contro il Governo: "La crisi economica - dice in una nota Dario Greco, presidente dell'Aiga - non può in alcun modo giustificare la demolizione del sistema giudiziario italiano, perché non si crea la crescita negando la giustizia. Perciò, le indiscrezioni di stampa sul contenuto del maxi-emendamento del governo alla legge di stabilità ci preoccupano molto: lo smantellamento della legge Pinto, l`aumento ingiustificato e sproporzionato dei costi di accesso alla giustizia civile, l`entrata in vigore anticipata della mediazione per tutte le materie sono misure che creeranno il caos, danneggiando indiscriminatamente chi fruisce della giustizia, ossia cittadini ed imprese".
16/11/2011 | MAURIZIO DE TILLA, Presidente Oua: “Pronti a collaborare con il nuovo Governo del professor Mario Monti sui temi essenziali della Giustizia” Se sono questi gli “interessi particolaristici” cui faceva riferimento questo signore sconosciuto, (Stefanoni, mi pare si chiami così).
Sino ad arrivare all’ultima astensione proclamata dagli avvocati, dove nel volantino che veniva consegnato al pubblico si legge, tra l’altro, “ Se ritieni che questi temi interessano anche te, la tua vita e quella dei tuoi famigliari….., allora comprenderai che l’avvocatura penalista cerca di sollecitare risposte adeguate anche e soprattutto in tuo nome e nel tuo interesse
”.
Ma se vogliamo rimanere nel Nostro, basterebbe dare un occhiata alle comunicazioni che il nostro Presidente Logrieco, è costretto a fare. L’ultimo, (almeno quello che ho letto io) fa riferimento al riordino delle circoscrizioni giudiziarie. Questo, che ha prima vista e per i cittadino può apparire come un problema lontano dai loro, potrà avere, invece effetti drastici. Dice l’avv. Logrieco Sulla soppressione delle sedi del Giudice di Pace, il Presidente ha precisato che "Esse rappresentano un presidio di legalità. Nessun Sindaco dovrebbe accettarne la soppressione". Sulla proposta del Sindaco di Ruvo di Puglia Vito Ottombrini di prevedere la possibilità di inserire nel bilancio comunale le spese per il mantenimento del Tribunale e dell'Ufficio del Giudicedi Pace a Ruvo di Puglia, il Presidente, avv. Logrieco, ha precisato: "Trovo ingiusto che una città, per assicurare il funzionamento della Gustizia in loco, lo paghi di tasca sua. I cittadini pagherebbero due volte il servizio giustizia. Oltre al versamento del contributo unificato, che ciascuno versa quando inizia un giudizio, i cittadini pagherebbero anche con tributi comunali. …..."
Quindi non c’è da chiedersi il perché spesso gli avvocati adottano misure, come ad esempio l’astensione dalle udienze; chi afferma che tale atteggiamento danneggerebbe i cittadini, poco o nulla ha capito anche della professione dell’avvocato (per quello che non ha capito, comunque, spiego: è a tutela della giusta rappresentatività del cittadino dinanzi all’Autorità Giudiziaria dinanzi al quale è stato chiamato) e ci paragonano ai politici! (alcuni di questi, avvocati, ma si dimenticano di esserlo quando d’avanti al proprio nome c’è l’aggettivo On. o Sen.)
Se poi per interessi particolaristici s’intende la lotta per ridurre le tasse (quelle che dovremmo ricevere alla pensione) e in tal modo assistere i nuovi giovani avvocati, o, (e non è una contraddizione in termini) regolamentare la professione e in tal modo ridurre ma in modo giusto il numero esorbitante di avvocati e di conseguenza anche la concorrenza sleale, allora si.
Siamo una casta.
Avv. Bartolomeo Morgese